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lunedì 26 settembre 2011

Treccia di sfoglia, patate e speck

Ci sono quelle sere in cui un pò ci si annoia a cenare sempre con le solite cose... In cui si ha voglia di qualcosa di sfizioso, buono... e diciamolo, anche consistente! Per chi ama poi, come me le torte salate, la pasta brisè, la sfoglia, la pizza, questo tipo di preparazioni sono l'ideale. Semplici, che portano via poco tempo, soddisfano, riempiono il pancino!


INGREDIENTI:
1 rotolo di pasta sfoglia
2 patate di media dimensione
80 g di speck a fette
Parmiggiano
Pepe nero
Olio extravergine d'oliva
1 cipolla molto piccola
1 uovo per spennellare
1 pomodoro
Semi di sesamo per decorare

PREPARAZIONE:
Bollire le patate e lasciar raffreddare. Pelare ed affettare sottilmente. A parte soffriggere in poco olio la cipolla finemente tagliata, aggiungere le patate affettate, il pomodoro tagliato a cubetti per dare colore. Salare e pepare. Lasciar intiepidire. Stendere la pasta sfoglia e disporre al centro di essa le patate, lo speck, una mangiata abbondante di parmiggiano (a me piace che si senta). Col coltello formare tante listarelle con i lati della sfoglia. Ripiegare verso l'interno la parte alta e bassa della pasta ed in seguito le listarelle, intrecciandole. Si forma così una sorta di treccia. Bucherellare con una forchetta, spennellare con l'uovo la superficie, cospargere di semi di sesamo ed infornare per 30 min a 200°. Ottima calda, tiepida ed anche fredda!



La DolceMela

venerdì 16 settembre 2011

Frittelle di Neonata


Tradizione siciliana. Ricette antiche, semplici, gustose che si portano dietro il bagaglio culturale, popolare e folkloristico di una terra, di leggende, di famiglie anche povere. Questo è un piatto che mi ricorda i pescatori. Mi ricorda i venditori ambulanti, di quelli che spingono un carrettino. Mi ricordano la Sicilia di personaggi verghiani come Padron 'Ntoni, dei profumi maledetti di Vittorini, delle verità amare di Sciascia. Mi ricorda la fatica e l'incanto. Il lavoro e l'omertà. Il sudore, le mani, la casa.
Puppetta di Muccu. Frittelle di Neonata, la giusta traduzione.
Semplicità. Gusto. Storia.

INGREDIENTI:
400 g di Neonata
2 uova
80-100 g di Parmiggiano
Prezzemolo
Olio per la frittura

PROCEDIMENTO:
In una ciotola si amalgano tutti gli ingredienti: il pesce, le uova, il formaggio ed il prezzemolo tritato finemente. Si scalda l'olio in una padella e si procede alla frittura. Disporre delle cucchiaiata di preparato distanti tra di loro e lasciar cuocere per qualche minuto, poi capovolgere. Attenzione: durante la cottura le frittelle potrebbero schizzare l'olio. Adagiare sulla carta assorbente e servire. Ottime calde, ma anche fredde. Come antipasto o secondo piatto, accompagnato magari da un'insalata.

La DolceMela

giovedì 25 agosto 2011

Piccoli peperoni rossi ripieni

Ricchi di vitamine, soprattutto la C utile ed essenziale per il nostro organismo, i peperoni sono un vero toccasana! Si prestato a svariate preparazioni, versatili, corposi, BUONI! Perfetti nelle insalate leggere ed estive, nei sughi, come ottimo contorno od insieme a carni (esempio classico e gustoso il pollo con i peperoni).
Importato dall'America, Cristoforo Colombo in persona descrisse l'ortaggio così: "Esso può considerarsi vera e propria pietanza, per chi riesca a sopportare il suo gusto assai forte..." .
Denominato in seguito dai botanici medievali "Capsicum annuum", dalla parola greca Kapto (letteralmente "Mangio avidamente"), non venne gradito dai palati del tempo, soprattutto da quelli raffinati e delicati degli aristocratici che non riuscivano a sopportare il gusto tanto deciso. Per questo il peperone riscosse maggiore successo tra le classi medie ed i poveri.
Il paziente lavoro compiuto nei secoli da parte degli agricoltori sul peperone diede origine alle varietà dolci che tutti conosciamo oggi. Ed a partire dal XX secolo si diffuse largamente, diventando così un alimento insostituibile dei nostri piatti!

Avevo voglia di peperoni oggi.. Apro il frigorifero e li trovo lì, soli, indifesi, INVITANTI! Piccoli, profumati e rossi... Ok! All'opera!

INGREDIENTI:
12 peperoni rossi piccoli (io avevo quelli di forma allungata)
Pangrattato
2 cucchiai pieni di salsa di pomodoro
50-60 g di Pecorino (o per un gusto meno forte Parmiggiano)
Piccola manciata di pinoli
Olio extravergine d'oliva
Sale
Pizzico di peperoncino (facoltativo)


PREPARAZIONE:
In una padella antiaderente lasciar tostare per qualche minuto il pangrattato, versare in una piccola ciotola ed aggiungere 2 cucchiai di salsa di pomodoro e 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva. Amalgamare bene il tutto. Aggiungere così il resto degli ingredienti: pinoli, sale, formaggio, un pizzico di peperoncino.
Farcire con il composto i peperoni, precedentemente lavati, e privati dei semi.
Disporli sulla carta forno con un filo d'olio ed infornare a 200° (la temperatura varia in base al forno) per 20-30 min. Servire tiepidi.


La DolceMela

mercoledì 24 agosto 2011

Caponata sugnu!

Invito a cena. Cosa preparare? Io una torta al cocco. E ci siamo. E la mamma? Bè, un suo cavallo di battaglia: la caponata! Allora mi metto lì, osservo, assaggio, bilancio i sapori.. Risultato finale? Giudicate un pò voi!

INGREDIENTI:
Sedano, carota e cipolla (per il soffritto)
3 melanzane grosse
2 peperoni grossi
Olive bianche
Qualche cucchiaio di salsa di pomodoro
Sale, zucchero, aceto Q.B.

PREPARAZIONE:
Tagliare le melanzane a tocchetti mantenendo la buccia e friggere in una padella larga e con una buona quantità di olio, lasciarle cuocere fino alla doratura. Metterle a scolare ed intiepidire. Seguire lo stesso procedimento per i peperoni diminuendo solamente la quantità d'olio. Anche questi andranno a scolare.
Nel frattempo scaldare in una padella una piccola quantità di olio extravergine d'oliva  e procedere nella cottura del soffritto di sedano, carota e cipolla finemente tagliati. Aggiungere qualche cucchiaio abbondante di salsa di pomodoro ed incorporare melanzane e peperoni precedentemente cotti. Aggiungere mezzo bicchiere abbondante di aceto e due cucchiai colmi di zucchero e dopo pochi istanti anche una bella manciata di olive bianche precedentemente snocchiolate. Salare a piacere. Lasciar evapore per 2-3 minuti e servire su un piatto da portata.
La caponata si gusta fredda ed è un ottimo contorno.



STORIA:
La Caponata è uno dei piatti pi celebri della cucina siciliana. Ne esistono diverse varianti. Diffusasi in tutto il Mediterraneo, oggi viene comunemente consumata come contorno ma fino al 1700 costituiva un piatto unico, accompagnato dal pane. L'etimologia deriverebbe dal "capone", nome con il quale in alcune zone della Sicilia viene chiamata la Lampuga, un pesce dalla carne pregiata ma piuttosto asciutta che veniva servito nelle tavole dell'aristocrazia condito con la salsa agrodolce tipica della caponata. Probabile che il popolo, non potendo permettersi il costoso pesce, iniziò a sostituirlo con le più economiche melanzane. Qualcuno sostiene che il nome del piatto derivi in realtà dalle "caupone", con cui ci si riferisce alle taverne dei marinai. Tuttavia risalire all'etimologia esatta della parola resta ancor oggi un'impresa, la si ricollega ai termini iberici di capirottata, capirotada o capironades. Ma la parola caponata potrebbe anche essere legata a quella latina "caupona", ossia taverna, ed all’aggettivo "cauponia", venendo così a significare "cibo da taverna". Seguendo una tale interpretazione, si ritiene che la caponata sia fatta di "cose varie" ed è possibile ipotizzare l’esistenza di due grandi formule di caponate: quella a base di verdure e quella a base di pesce.